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Meet The Guru.
Il discorso si dovrebbe sviluppare a partire dall’attuale abitudine dei professionisti antincendio alla verifica di rispondenza delle attività di cui si occupano rispetto alla normativa di riferimento applicabile al caso. Per questa attività tutto sommato non è necessario avere delle conoscenze specifiche ma solo una buona pratica nell’uso della normativa e di fatti in Italia il professionista antincendio è di solito uno che non ha fatto studi specifici ma ha imparato con la pratica quotidiana
e … la frequentazione dei Comandi dei VVF.
Poi si passa alle sfide particolari che la tecnologia sta ponendo adesso al professionista antincendio.
Le facciate con elementi combustibili, le autorimesse con auto elettriche, gli edifici multipiano in legno, per fare solo 3 esempi. Tutti esempi nei quali la regolamentazione sembra essere in difficoltà ma i disastri ci sono, a partire da Grenfell di cui è stato pubblicato il rapporto finale proprio adesso.
Allora il professionista dovrà trasformarsi in uno specialista che sappia identificare i rischi presenti in un’attività in base a com’è fatta ed ai materiali che contiene, dovrà saperne valutare le possibilità di incendio e dovrà soprattutto definirne le misure compensative che riducano il pericolo che un incendio possa svilupparsi ma anche rispondere al quesito: SE UN INCENDIO SI SVILUPPA, COME SI FARA’ A PORLO SOTTO CONTROLLO?
Da qui l’esigenza di formare dei professionisti antincendio che siano degli “specialisti” nelle attività di Risk Analisys e di Risk Assesment e che abbiano conoscenze diffuse nel campo della valutazione dei rischi, della dinamica dello sviluppo degl’incendi e dei sistemi di controllo disponibili. Un percorso verso la vera e propria professione antincendio a seguito di corsi universitari specifici.