Oggi abbiamo a disposizione un quantitativo enorme di dati e casistiche su cui costruire un linguaggio della sicurezza che sia trasversale e applicabile a più settori, anche a quello delle rinnovabili. La diffusione massiccia del fotovoltaico infatti, che segue e accompagna la crescente domanda energetica mondiale, pervade molti degli ambiti in cui operiamo.
Mai come in questo momento, quindi, fotovoltaico e sicurezza antincendio (sia attiva che passiva) devono poter comunicare trasferendosi reciproche conoscenze per la sicurezza delle persone prima e delle proprietà poi. Al 31 Luglio di quest’anno in Italia abbiamo raggiunto i 3,85GW di nuove installazioni, ovvero un 41 % in più rispetto allo stesso periodo del 2023 e a fronte di una diminuzione del numero di impianti nel 2024, assistiamo invece ad un aumento corrispondente della capacità installata. Il che si traduce in una crescita significativa del 59% del segmento commerciale – utility scale (che va da 200kW fino a 1 MW) e di ben il 135% per il comparto da 1 a 1 0MW.
Le ripercussioni sul piano sicurezza sono evidenti, così come diventa imprescindibile costruire insieme un approccio alla sicurezza basato sulla prevenzione. I 3 casi studio che vorremmo proporvi parlano proprio di questo e costituiscono esempi virtuosi di coesistenza tra fotovoltaico e siti ad alto rischio, oltre che esempi lungimiranti di investimenti verso una transizione energetica non solo su carta. In tutti e tre i casi è presente un sistema di monitoraggio e di analisi dati che consente un controllo costante non solo delle prestazioni energetiche
dell’impianto, ma anche e soprattutto della sicurezza in ottica di prevenzione antincendio.
Il primo caso studio è un impianto di 440kWp installato su un deposito di idrocarburi a Vado Ligure a Luglio 2018. Si tratta di un sito classificato Ad Alto Rischio di Incidenti Rilevanti. Con l’approvazione del progetto fotovoltaico, la
classificazione riconosciuta è stata di N.A.R. cioè di Non Aggravio di Rischio, poiché si è considerata la tecnologia utilizzata e le peculiarità realizzative dell’impianto.
Il secondo caso riguarda l’Aeroporto di Torino, che a Luglio 2023 vede installato il più grande- impianto, F:V su tetto pari a 1 .|4MW realizzato in un aeroporto nazionale. Anche in questo caso si tratta di un sito ad alto rischio in quanto scalo aeroportuale e anche questa volta la classificazione post installazione FV è stata di N.A.R.
Il terzo ed ultimo caso è l’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, con impianto da 364kW installato a Aprile 2024. La richiesta del bando verteva sulla scelta di soluzioni tecnologiche ad altissima sicurezza e prevenzione per la protezione dei pazienti e del personale medico. Anche in questo caso, la valutazione post installazione FV è N.A.R.